Duodenocefalopancreasectomia
Difficoltà tecnica: molto alta (è considerato l'intervento più difficile di tutta la chirurgia addominale)
Durata media dell'intervento: 6 ore
Durata media del ricovero: 10 giorni
Quando è necessario questo intervento?
Questo intervento è indicato nei casi di adenocarcinoma del pancreas, pancreatite cronica, tumore endocrino del pancreas, tumore cistico del pancreas, tumore della via biliare (coledoco distale), tumore dell’ampolla di Vater, tumori del duodeno.
L'intervento consiste nell’asportazione della testa del pancreas. Per ragioni anatomiche, la testa del pancreas deve essere rimossa insieme al duodeno, alla porzione terminale della via biliare (coledoco) e alla colecisti.
L’ intervento comporta le seguenti fasi:
- esplorazione del pancreas e degli organi circostanti, per verificare i reperti degli esami diagnostici preoperatori,
- liberazione del pancreas dalle aderenze coi tessuti circostanti. Questa fase può essere molto delicata per le aderenze, di tipo tumorale o di tipo infiammatorio, che possono essere presenti tra il pancreas e le vene e le arterie che decorrono a stretto contatto con la ghiandola,
- sezione della via biliare, del duodeno, della prima ansa digiunale, e del pancreas a livello del passaggio tra testa e corpo della ghandola,
- asportazione del pezzo operatorio, costituito da testa del pancreas- duodeno- via biliare terminale,
- ricostruzione degli organi sezionati, attraverso l’unione di un’ansa digiunale al pancreas residuo, alla via biliare residua ed alla prima porzione duodenale. La sutura tra pancreas e intestino, per le caratteristiche del pancreas, è la più delicata ed è la fonte delle maggiori complicazioni postoperatorie.

LA CONVALESCENZA
Dopo la dimissione è necessario ancora un periodo di convalescenza domiciliare di 2-4 settimane, prima di riprendere del tutto le attività precedenti. In questo periodo è normale sentirsi piuttosto debole, non avere appetito, avere nausea o anche qualche episodio di vomito. In questo periodo è importante riprendere gradualmente l’attività fisica, cercare di fare brevi passeggiate, con l’obiettivo di fare ogni giorno qualcosa di più del giorno precedente. E’ importante anche fare pasti piccoli e frequenti, seguendo le istruzioni dietetiche ricevute alla dimissione.
COMPLICANZE A BREVE TERMINE
Le complicanze a seguito di un intervento così importante sono ancora frequenti: interessano circa il 50% dei pazienti sottoposti a questo intervento. Le complicanze possono essere banali, come le infezioni della ferita chirurgica, o le infezioni urinarie e respiratorie, ma possono anche essere molto serie, e provocare emorragie, re-interventi, ascessi intraddominali, insufficienza respiratoria o cardiocircolatoria. In caso di fistola pancreatica (perdita di succhi pancreatici) è talvolta necessario mantenere un tubo di drenaggio esterno dopo la dimissione, per qualche settimana.
Questi sono i dati relativi alle complicanze osservate nella nostra Pancreas Unit (riferiti a circa 800 duodenocefalopancreasectomie consecutive, nel periodo ‘00-‘09): mortalità 2.8%, re-interventi 7.5%, altre complicanze 50%
COMPLICANZE A LUNGO TERMINE
Dopo il periodo di convalescenza il paziente è in genere in grado di tornare ad una vita assolutamente normale. In alcuni casi però è giusto sapere che possono ci possono essere conseguenze dell’intervento; anche in questi casi però i disturbi sono limitati, e la qualità della vita rimane molto buona. Come già detto, il pancreas assolve a due funzioni principali: la produzione di ormoni digestivi e la produzione di insulina. Dopo l’intervento è in genere necessario assumere capsule di enzimi pancreatici per migliorare la digestione e l’assorbimento degli alimenti. Anche con questa terapia, una certa quota di pazienti presenta alcuni disturbi intestinali (meteorismo, feci poco formate, aumento della frequenza dell’evacuazione), che sono comunque ben tollerati. Inoltre, data la riduzione della produzione di insulina, in circa il 20% dei pazienti compare il diabete, cioè un aumento della concentrazione degli zuccheri nel sangue. In questi casi sarà necessario limitare l’assunzione degli zuccheri con la dieta, e in alcuni casi iniziare la somministrazione di insulina attraverso iniezioni sottocutanee.






