Scoperta una molecola che fa insorgere le crisi epilettiche

Comunicato stampa


UNO STUDIO DEI RICERCATORI DELL'ISTITUTO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE MARIO NEGRI E DELL'UNIVERSITA' VITA-SALUTE SAN RAFFAELE MILANO


Milano, 29 marzo 2010
- Un nuovo meccanismo proinfiammatorio che contribuisce in modo determinante alla comparsa e ricorrenza delle crisi epilettiche: questa l’importante scoperta che riunisce due filoni di ricerca, iniziati nel 1999 nel Laboratorio di Neurologia Sperimentale guidato dalla Dott.ssa Annamaria Vezzani dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e nell’Unità di Dinamica della Cromatina guidato dal Prof. Marco Bianchi dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
I ricercatori del Mario Negri hanno svolto negli ultimi anni pionieristiche ricerche sperimentali sul ruolo dei processi infiammatori nell’epilessia, scoprendo che l’infiammazione è uno dei meccanismi che predispone alla comparsa e ricorrenza di crisi epilettiche.
I ricercatori del San Raffaele nel corso degli anni hanno dimostrato che molecole rilasciate da tessuti danneggiati, e in particolare una proteina chiamata HMGB1, sono responsabili dell’infiammazione associata a traumi o stress biologici.
Il nuovo studio, pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, ha dimostrato che i neuroni e le cellule della glia, sottoposti a uno stimolo che causa l’epilessia, rilasciano HMGB1, che a sua volta stimola i recettori Toll-like. Questi recettori di norma rilevano la presenza di batteri o virus: il nuovo studio dimostra un loro importante ruolo nella regolazione dell’eccitabilità delle cellule nervose in risposta all’infiammazione.
I trattamenti con farmaci che bloccano gli effetti della molecola HMGB1, oppure dei recettori Toll-like, hanno potenti effetti anticonvulsivanti, anche su animali con crisi resistenti ai farmaci correntemente utilizzati. Il coinvolgimento di HMGB1 e dei recettori Toll-like è stato evidenziato anche nel tessuto cerebrale ottenuto da pazienti sottoposti a chirurgia perché affetti da crisi epilettiche insensibili ai farmaci.
Hanno partecipato a questo studio anche il Prof. Carlo Rossetti, dell’Università Insubria di Varese e attualmente operante all’Istituto Mario Negri, che si occupa delle molecole che bloccano i recettori Toll-like e la Dott.ssa Eleonora Aronica, dell’Academisch Medisch Centrum di Amsterdam, che ha effettuato gli studi istologici sui tessuti di pazienti epilettici.
Annamaria Vezzani è nota per aver ricevuto nel dicembre scorso il prestigioso premio internazionale dell’American Epilepsy Society, conferito per la prima volta a una ricercatrice italiana.
La Dott.ssa Vezzani e il Prof. Bianchi hanno commentato “Questa scoperta, oltre a mostrare un nuovo meccanismo alla base delle crisi epilettiche, apre la strada al futuro sviluppo di nuove terapie anticonvulsivanti, utilizzando particolari farmaci anti-infiammatori per curare l’epilessia. Speriamo sia possibile usarli anche in altre patologie neurologiche associate a processi infiammatori. HMGB1 è coinvolta nelle patologie in cui vi è uno stress biologico, e quindi in quasi tutte le malattie. Tuttavia, questa è la prima volta in cui farmaci contro HMGB1 hanno dato un risultato così chiaro”.

Il lavoro di ricerca è stato coordinato dall’equipe di Annamaria Vezzani presso L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

Lo studio è stato possibile grazie a un grant CARIPLO (a A.V, M.E.B. e C.R.), a un contributo di P.A.C.E. (Parents Against Childhood Epilepsy), dell’ Associazione Italiana Contro l’Epilessia (AICE)  e un progetto EU FP6 EPICURE  a A.V., un grant dalla Regione Lombardia a HMGBiotech, e un progetto EU FP7 NeuroGlia e National Epilepsy Fund a E.A.
Toll-Like Receptor 4 (TLR4) and High Mobility Group Box 1 (HMGB1) are involved in ictogenesis and can be targeted to reduce seizures.

Mattia Maroso, Silvia Balosso, Teresa Ravizza, Jaron Liu, Eleonora Aronica, Anand M Iyer, Carlo Rossetti, Monica Molteni, Maura Casalgrandi, Angelo A Manfredi, Marco E Bianchi, Annamaria Vezzani-


E’ possibile accedere all’articolo su internet all’indirizzo:

http://www.nature.com/nm/journal/vaop/ncurrent/full/nm.2127.html


Home page della rivista:

http://www.nature.com/nm/index.html


Note sull’epilessia

L'epilessia è una malattia neurologica caratterizzata dal ripetersi di crisi epilettiche, che risultano da un alterato funzionamento del sistema nervoso. Nella maggior parte dei pazienti è difficile diagnosticare la causa esatta delle crisi, in altri casi le crisi epilettiche sono la conseguenza di danni a carico del sistema nervoso (ictus cerebrale, infezioni, tumori, traumi, ecc.) o conseguenza di mutazioni geniche. Le crisi possono persistere nel tempo configurando una malattia cronica che può durare anche per l'intera vita.
In Italia sono affette da epilessia (cioè da crisi epilettiche ricorrenti) circa 500.000 persone e almeno 50.000 ogni anno presentano crisi isolate o causate da danni neurologici acuti: i bambini e gli anziani sono le fasce di età a maggior rischio. Non essendo prevedibili nella maggior parte dei pazienti, le crisi epilettiche rappresentano un serio ostacolo allo svolgimento delle attività quotidiane. Nei casi in cui si prevede un andamento cronico della malattia e in coloro per i quali il ripetersi di una crisi epilettica può comportare seri danni fisici e psicologici, è opportuno instaurare un trattamento farmacologico. I farmaci oggi disponibili possono controllare interamente le crisi nell'70-80% dei casi. Il 20-30% dei pazienti invece non risponde in modo soddisfacente al trattamento farmacologico. In alcuni casi è possibile identificare un'area cerebrale responsabile delle crisi e un intervento chirurgico può condurre a un controllo talvolta completo della malattia.


Paolo Klun
Direttore Comunicazione


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