Comunicato stampa
POSTI DI BLOCCO CONTRO I VIRUS
Una nuova scoperta di Matteo Iannacone, premio Career Development
della Fondazione Armenise-Harvard
Milano – Boston, 23 Giugno 2010. Sembra un film poliziesco, una specie di caccia al ladro. Il ladro in questo caso è il virus, i poliziotti sono Matteo Iannacone e i suoi collaboratori del laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School e del Prof. Luca Guidotti al San Raffaele di Milano. I virus che stanno pedinando sono quelli neurotropici che hanno la capacità di raggiungere il cervello e causare encefaliti o meningiti.
Iannacone vuole capire come questi virus raggiungano il sistema nervoso centrale e quali sono i “posti di blocco” messi in atto dal nostro organismo per prevenire che ciò avvenga.
Normalmente i virus penetrano nell’organismo attraverso la cute o le membrane mucose e possono invadere l’intero organismo. Prima di raggiungere la circolazione sistemica devono però passare attraverso i linfonodi, piccoli aggregati di linfociti e altre cellule del sistema immunitario disposti a intervalli lungo il decorso dei vasi linfatici. Questi organi hanno l’importante funzione di prevenire la diffusione sistemica dei microorganismi e di creare il microambiente necessario per lo sviluppo di risposte immunitarie specifiche per combattere un’infezione in atto.
Utilizzando tecnologie d’avanguardia come la microscopia intravitale multifotone, Iannacone e i suoi collaboratori sono riusciti a ricostruire tutti i passaggi dall’ingresso del virus nell’organismo all’invasione del sistema nervoso centrale. Il virus utilizzato per questo studio - il virus della stomatite vescicolare - non infetta l’uomo se non in circostanze eccezionali, tuttavia gli scienziati ritengono che meccanismi analoghi possano essere utilizzati da altri virus neurotropici umani, quali il virus della rabbia o il virus del Nilo occidentale.
I virus neurotropici, di solito trasmessi da insetti che depositano i virioni sottocute, entrano nei vasi linfatici locali e sono trasportati ai linfonodi drenanti: qui vengono catturati da una popolazione specializzata di cellule, i macrofagi del seno sottocapsulare, che ne impedisce la diffusione al resto dell’organismo. La cattura da parte dei macrofagi non è, però, priva di conseguenze: i macrofagi vengono infettati, utilizzati dal virus per riprodursi ed infine uccisi. Prima di morire, però, queste cellule secernono interferone alfa, una citochina dotata di attività antivirale, che agisce a livello locale, impedendo ai nervi presenti nel linfonodo di venire infettati. Se il virus riesce a eliminare questa popolazione di macrofagi, o a neutralizzare l’interferone alfa, infatti, riesce anche a invadere il sistema nervoso centrale con conseguenze devastanti per l’ospite.
L’importanza di questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, risiede nella dimostrazione che i linfonodi sono riccamente innervati, che alcuni virus possono usare questa caratteristica anatomica a loro vantaggio (utilizzandoli per raggiungere il sistema nervoso centrale) e che una popolazione di cellule linfonodali (i macrofagi del seno sottocapsulare) normalmente impedisce che questo avvenga grazie alla produzione d’interferone alfa.
Matteo Iannacone (matteo@iannacone.org), dopo aver frequentato il Liceo Classico di Ricerca San Raffaele ed essersi specializzato in Medicina Interna presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ha vinto numerosi premi per le sue ricerche. E’ attualmente Senior Research Associate presso il Laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School. Fra pochi mesi Iannacone coronerà il suo sogno di aprire un proprio laboratorio in Italia, all’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, grazie al programma Armenise-Harvard Career Development, ma non solo.
Il
San Raffaele di Milano infatti, grazie all'importante investimento che sta facendo in questa area di ricerca con la
creazione di un centro di Imaging Sperimentale e l'allestimento di una struttura di avanguardia, consentirà a Luca Guidotti e a Matteo Iannacone di continuare a Milano gli studi sui virus utilizzando l'Imaging intravitale.
Il finanziamento dell’
Armenise-Harvard Career Development Award ammonta adesso a $ 200.000 annui, per un periodo da tre a cinque anni, e comprende il compenso commisurato alla posizione occupata presso l’istituto ospitante, gli stipendi per gli altri membri coinvolti nel programma di ricerca e i fondi annuali per le apparecchiature/infrastrutture.
Scadenza del prossimo Armenise-Harvard Career Development Award:
15 luglio 2010.
Per maggiori informazioni:
Matteo Iannacone, M.D., Harvard Medical School and San Raffaele Scientific Institute
+1 (617) 755-3949 - +39 (348) 853-3711
matteo@iannacone.org - matteo_iannacone@hms.harvard.edu - iannacone.matteo@hsr.it
Fondazione Giovanni Armenise-Harvard http.//www.hms.harvard.edu/armenise - Alexa Mason, amason@itatti.it
Ufficio Stampa - Daniela Daveri
Tel. 0385.278221 – Fax. 0385.278701 - e-mail ddaveri@alice.it - http//www.hms.harvard.edu/armenise
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, Milano Ufficio Stampa
Tel. 02.2643.4465 – Fax. 02.2641.7386
e-mail: ufficio.stampa@hsr.it – www.sanraffaele.org
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Studio pubblicato su
Nature, 24 giugno 2010Lymph Node Subcapsular Sinus Macrophages Prevent CNS
Invasion Upon Peripheral Infection With a Neurotropic Virus
Matteo Iannacone1,4,5, E. Ashley Moseman1, Elena Tonti1, Lidia Bosurgi1, Tobias Junt2, Sarah E. Henrickson1, Sean P. Whelan3, Luca G. Guidotti4 and Ulrich H. von Andrian1,5- Immune Disease Institute and Department of Pathology, Harvard Medical School, 77 Ave Louis Pasteur, Boston, MA 02115, USA
- Novartis Institutes for BioMedical Research, 4002 Basel, Switzerland
- Department of Microbiology and Molecular Genetics, Harvard Medical School,_200 Longwood Avenue, Boston, MA 02115, USA
- Department of Immunology, Infectious Diseases and Transplantation, San Raffaele Scientific Institute, Via Olgettina 58, Milan, 20132 Italy
- To whom correspondence should be addressed (matteo@iannacone.org or uva@idi.harvard.edu).