Berlusconi? Fa bene a voler vivere 100 anni. La Moratti? Ha tante idee. Sgarbi? Incontenibile.
Di Rossella Minotti
Don Luigi Maria Verzé è una figura decisamente atipica nel panorama culturale cattolico italiano. Sacerdote, imprenditore e accademico lo definiscono le biografie, subito prima di passare alla più grande delle sue opere che lo vede fondatore dell'Ospedale San Raffaele, presidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor e artefice nonchè attuale rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele.
Ordinato sacerdote nel '48, con la fondazione e la conduzione dell'ospedale milanese si guadagna ben presto la fama di prete manager ma non solo.
Nel 2005 benedice i cattolici che votano sì al referendum sulla fecondazione e definisce «lecito usare embrioni umani per trovare nuove cure a patto di non uccidere l'embrione e di non ferirlo».
Nel 2006 prende posizione nel dibattito sull'eutanasia dicharando di aver staccato il respiratore artificiale a un amico o comunque di averlo incoraggiato, e che si era trattato non di eutanasia ma di un gesto di amore cristiano.
Benedice il premier Silvio Berlusconi, finanziatore massimo del San Raffaele, che vuole vivere fino a cento anni: «Fa bene, è possibile». Tra i suoi libri più noti «Il carisma del denaro» (San Paolo 1996), «Che cosa è l'uomo» (Europa Scienze Umane Editrice, 1999), «Io e Cristo» (Bompiani,2007).
Don Verzé, a 88 anni più uomo di scienza che di Chiesa, o perfetta compenetrazione dei due mondi?
Risponde lui stesso, filosoficamente, dal suo severo ufficio in Rettorato. Ed è un mondo complesso che si svela.
A partire dai nuovi corsi che l'Università Vita-Salute mette in campo per questo anno accademico: due dottorati indediti con Massimo Cacciari e Michele Di Francesco, e la cattedra di genetica e atropologia affidata a Luigi Luca Cavalli-Sforza, professore emerito all'Università di Standford, finalmente un cervello che rientra dagli Stati Uniti dopo la fuga.
E se sia più interessante nonchè unico nel panorama universitario italiano il dottorato di Metafisica di Cacciari o quello in Filosofia e Scienze Cognitive del professor Di Francesco è arduo stabilirlo.
Senza dimenticare il Cesep, diretto da Roberto Mordacci, che sviluppa progetti di eccellenza su temi particolarmente sensibili e attuali come il rapporto tra etica e ricerca genetica.
Professor Verzé, l'Università Vita-Salute San Raffaele in particolare col Cesep punta sul complesso rapporto tra etica e ricerca genetica. Un rapporto che si fa sempre più difficile. Lei come vede il futuro in questo senso?
«Qunado si tratta di ricerca scientifica, io non le associo mai l'argomento etica. I ricercatori del San Raffaele sanno che la ricerca è un rischio e il rischio va ben calcolato da uomini intelligenti e responsabili. L'obiettivo è salvare da tutte la patologie, innescando soprattutto percorsi coraggiosi in medicina preventiva e predittiva. La vera etica è salvare».
La vostra Università, che molti pensano soprattutto teorica, propone una «filosofia funzionale alla pratica delle nuove professioni». Ad esempio?
«Io ho la certezza che un giovane eccellentemente laureato in filosofia trova con certezza un eccellente lavoro. La nostra Facoltà di Filosofia, pensiero concreto, è anzitutto lanciata alla conoscenza dell'uomo integrale e cioè nelle sue tre componenti somatica, psicologia e spirituale. Questa è la linea filosofica che basandosi sulla logica, sulla metafisica e sulla antropologia anima di tutte le altre scienze, teologia compresa, e prepara a tutte le professioni».
Proprio tutte?
«Guardi, le propondo il mio esempio personale. Io ho studiato molto e ho anche insegnato filosofia. Così l'ho imparata e l'ho concretizzata in creatività: e sono nati il San Raffaele medicina, il San Raffaele Istituto Scientifico e di ricerca a livello ormai mondiale e il San Raffaele Università».
Nell'offerta formativa della facoltà c'è anche lo studio delle culture religiose. Un'apertura al dialogo interreligioso?
«Certo, nell'offerta formativa nella Facoltà di Filosofia riluce la cultura delle religioni, soprattuto quella cristiana che traina l'uomo ad "indiarsi", come direbbe Dante Alighieri».
Lei ha dichiarato di non tollerare la sofferenza. Chi è che soffre di più oggi nella solitudine metropolitana milanese?
«In tutto il mondo, quando si soffre, si soffre in solitudine. Nessuno riesce a scaricarsi della sofferenza, dotazione assolutamente personale. La solitudine si combatte con l'amore, l'amore da parte di Dio soprattutto, che è l'amore più gratuito».
Se dovesse suggerire al sindaco Letizia Moratti delle idee per il grande expo 2015 ...
«Letizia Moratti non ha bisogno di idee, ne ha fin troppe. Preferisco aiutarla nelle realizzazioni che facciano capire quant'è bello essere milanesi dal cuore grande».
Chi vedrebbe nel posto di assessore alla Cultura lasciato libero da Sgarbi ed è ancora vacante?
«Sgarbi, uomo eccezionalmente colto e di raffinato gusto estetico. Peccato che sia inquieto e difficilmente contenibile».
Don Verzé non si ferma. Inesauribile creatore di eventi con la sua università, da martedì fino a domenica seguirà, da dietro le quinte, la prima Festa della Filosofia della Brianza che si terrà a Cesano Maderno. La festa del Pensiero e dell'Immagine è il primo festival filosofico della Brianza organizzato dall'Associazione AlboVersorio con la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele, la Provincia di Milano - Progetto Monza e Brianza e il Comune di Cesano Maderno. Una kermesse culturale al centro della quale c'è la filosofia come chiave di lettura di ogni diverso aspetto della società. Si parlerà di Biologia, Arte, Cinema, Politica ed Economia sempre a confronto con la Fislosofia.
La Festa del Pensiero e dell'Immagine ha lo scopo di far riscoprire l'intrinseco rapporto che la filosofia intrattiene con le arti e il mondo contemporaneo.